Bit e Byte vanno in campagna
Posted on March 21, 2005
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In onore a mio padre e zio Massimo oggi, per il primo giorno del del mio primo corso di introduzione all’informatica per l’MST, ho spiegato cosa sono i bit e i byte. Nel 1979, quando avevo 9 anni, a Napoli, nella vecchia casa di mia nonna sulla riviera di Chiaia, mio padre mi disse con aria seria: “I computer sono sempre piu` importanti, e voglio che tu capisca come funzionano”. Precettore fu designato zio Massimo, ingengnere, laureatosi con lode e complimenti della commissione. Seduto davanti al vecchio tavolo di marmo, con le gambe in ferro battuto (almeno cosi` lo ricordo io) ascoltai attentamente mio zio che mi spiegava la numerazione in base due. Mi ricordo perfettamente che mi rappresento` fino al numero 10 in base due. E poi aggiunse “Cosi` funzionano i computer, con gli ZERO e gli UNO”. Guardai mio padre: era serissimo, con un sopracciglio alzato e lo sguardo indagatore. Avevo capito? Certo. Non potetti assolutamente capire quale fosse il nesso tra un trucchetto matematico e i computer, che per altro non avevo mai visto…
A 25 anni andai al CERN per preparare la tesi di laurea. Qualche settimana dopo il mio arrivo, un collega austriaco, Wolfgang, piu` anziano di qualche anno, mi spiego` che dovevo leggere un file binario, dove erano immagazzinati i dati da analizzare. Rimasi paralizzato: entrare nel computer e leggere gli ZERO e gli UNO? Mi apparivano ancora come entita` metafisiche, nessuno poteva leggere gli ZERO e gli UNO. Erano la biade primaria da cui tutto il calcolo elettronico aveva origine, chi ero io per violare questo Olimpo? Wolfang non capi` questo mio terrore reverenziale. Era una spanna piu` alto di me, mi guardava impensierito dall’alto e non capiva i miei farfugliamenti… “ZERO, ONE? Read? Impossible! Only the Computer can!”. Praticamente un “selvaggio” paralizzato davanti alla macchina del colonizzatore. Con pazienzai mi illustro` come fare. Per qualche mese guardai a lui come a uno stregone che avesse materializzato davanti ai miei occhi fate e folletti.
Ma il nesso ancora non era chiaro. Che voleva dire che i computer lavoravano solo con ZERO e UNO? Ad un pranzo, sempre al CERN ma qualche mese piu` tardi (mi sentivo piu` sicuro: gli ZERO e gli UNO esistevano e io sapevo scriverli e leggerli) sollevai la questione. Cosa era questa storia degli ZERO e gli UNO? Se scrivo in linguaggio macchina che faccio, scrivo solo 0 e 1? Giovanni ipotizzo` una possibile tastiera per programmatori –due stantuffi, uno per lo 0 e uno per l’1. La questione fu risolta da Andrea Candela: “Ghe sboro… ghe xe` anca el clock…”. Piu` tardi Cathia affermo` “Il Candela e` un genio. Se l’avesse detto qualcun altro sarebbe passato inosservato, invece adesso e` il tormentone della settimana”.
Cosi` oggi i frequentatori del corso introduttivo hanno imparato cosa e` un bit, un byte, che vuol dire Kilo, Mega, Giga, Tera. Tera con una erre non e` piaciuto, preferivano tutti che la misura piu` grande fosse la Terra. Un Terra byte di dati. Memoria RAM, memoria di massa, smontare un computer, rimontarlo. L’unico che non funzionava dopo il rimontaggio era il mio. Grazie al cielo in KDE lo standard e` cliccare una sola volta sull’icona: il mouse per chi non l’ha mai usato e` difficilissimo. Lo si sposta prendendolo con due dita, lo si posiziona, e quindi si clicca sul tasto. Le finestre confondono, si nascondono, spariscono. Ma alla fine della giornata tutti hanno scritto una pagina web, con due link, e il primo portale rurale e` pronto!
Il maggior problema e` la distanza che separa i piu` cittadini, quelli che hanno studiato e che non hanno nessun problema a lavorare conun’interfaccia grafica, da quelli che non hanno mai schiacciato un tasto di una tastiera…
Il massimo della soddisfazione e` Cida, che con la sua bambina di un anno e mezzo in braccio insiste che le spieghi perche’ un byte puo`assumere 256 diverse combinazioni (le ho contate tutte? come faccio a ricordare 256?). Le rappresento i numeri da 0 a 10 in numerazione binaria, come fece zio Massimo…
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