La lotta del Movimento dei Lavoratori Rurali Senza Terra Brasiliano (MST) puo` essere riassunta in due parole: diritti di cittadinanza. Il cittadino ha diritto all’accesso a mezzi di sostentamento, istruzione, trasporti, sanita`, crediti finanziari. E Internet? I lavoratori rurali appaiono condannati all’escusione dalle tecnologie digitali per motivi economici e logistici. Il costo di un centro informatico (hardware e software) e` proibitivo e gli stanziamenti del MST sono spesso lontani dai centri urbani, rendendo impossibile l’utilizzo del tradizionale cavo di rame per la connessione Internet. Un progetto guidato dallo Svizzero Pascal Daniel Angst, in Brasile grazie alla ONG e-changer (http://www.e-changer.ch) mira a fornire agli stanziamenti del MST le “Tecnologie di Informatica e Comunicazione”: e` il progetto di “Inclusão Digital de Trabalhadores das Areas de Reforma Agraria” (Introduzione digitale dei Lavoratori delle Aree della Riforma Agraria).L’istituto bancario “Banco do Brasil” ha fornito 2500 computer usati che verranno utilizzati nelle principali strutture dell’organizzazione (scuole, segreterie) con la creazione di Centri Informatici. Il Ministero delle Comunicazioni brasiliano ha fornito per ora 10 accessi satellitari (con antenne ed equipaggiamento completo) e altri 110 accessi sono previsti a iniziare da gennaio 2004 per i prossimi 18 mesi. La Segreteria per la Pesca (e l’agricoltura) contribuisce inoltre al progetto. Ma da questa promettente rete di calcolatori, che dovrebbe connettere tra loro centinaia di migliaia di lavoratori rurali sparsi in 23 stati brasiliani (una regione grande quanto l’europa), le grandi societa` di software sono escluse. Il progetto lavora su una propria distribuzione di GNU/Linux, denominata MSTIX, con Mozilla (Browser), Gaim (Client Messenger), OpenOffice.org (Suite Office) tra i vari “prodotti” inclusi. Cuore del progetto i corsi: non si mira ad una semplice alfabetizzazione informatica, ma alla formazione di veri e propri tecnici informatici. Difficile? Rosalinda, 20 anni, contattata via Gaim si stupisce: “Non capisco come la gente possa dire che Linux e` difficile. E` un universo: si puo` fare veramente di tutto!”
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