Passaggio dal software proprietario al software libero

Posted on November 11, 2005
Filed Under Informatics, cartoline |

L’errore che ho sempre fatto e` stato pensare che il software libero sia migliore di quello proprietario “in se` per se`”. Cosi` come si puo` pensare che un certo tipo di organizzazione della societa` sia migliore in se` per se`. Il socialismo e` meglio del capitalismo? Il liberismo e` meglio dello stato sociale? Aziende pubbliche o private?

Sbaglio. In alcune situazioni una gestione socialista della cosa pubblica puo` essere piu` efficiente della gestione capitalista, in altre no. Certo che nessuna della due soluzioni risovera` i mali dell’essere umano. Sempre ci sara` chi provera` ad appropriarsi del potere, sempre ci saranno inefficienze dovute alla burocrazie, all’effetto riunione di condominio, in cui la gente fa ostruzionismo senza sapere perche’.

Cosi` posso andare da una ditta italiana e dir loro “Il software libero e` migliore di quello privato”? Si`, no, perche’? Una risposta per il Movimento Sem Terra o altre associazioni si puo` dare.

Per il Movimento Sem Terra il software libero e` lo strumento per recidere il cordone ombelicale tecnologico con USA e EU. Anche la Cina da tempo sta sviluppando software libero, ma non certo per aspirazioni libertarie: e` l’unico modo per assorbire la tecnologia sviluppata dai paesi piu` evoluti, normalmente protetta dai diritti di autore. Se l’MST inizia ad utilizzare software libero pone le basi su cui il Brasile puo` sviluppare conoscenza: nel giro di poco sono centinaia di migliaia di nuovi utenti, gli sviluppatori ricevono nuovi stimoli, si crea una rete di supporto eccetera.

Un’azienda invece e` normalmente meno sensibile a progetti a lungo termine –il processo di cui sopra non puo` prendere meno di 3/4 anni. Deve poter risparmiare. L’idea iniziale, che il software libero sia piu` economico, e` immediatamente smentita dai fatti. Le varie amministrazioni statali che lo hanno utilizzato, o le poche ditte che hanno fatto il grande passo, non stanno risparmiando: quello che non spendono in licenze lo spendono in assistenza tecnica e calo della produttivita`.

L’assistenza tecnica fa parte del gioco, del circolo virtuoso. Se si abbandona la stretta visione microeconomica e` chiaro il vantaggio: piu` posti di lavoro nel paese di origine, tecnologia svilupppata in casa.

Per il calo della produttivita` invece non ci sono giustificazioni. Un importante polo bancario italiano ha effettuato il passaggio da software proprietario a software libero poco piu` di un anno fa. Il guadagno immediato e` stato notevole: milioni di euro risparmiati per le licenze. Purtroppo la maggior parte degli utenti (i lavoratori) ne ha sofferto ed ha avuto difficolta` a continuare a lavorare al ritmo di prima.

Il primo errore, chiaramente, e` stato quello di non preparare gli utenti alla migrazione. La maggior parte delle persone e` affascinata dalla filosofia del software libero, ed e` disposta a passar sopra le difficolta` di una migrazione. Quindi e` necessario iniziare con un’introduzione filosofica sul software libero. Filosofica: parola forse non graditissima al magement di una banca ma, si pensa, non alla societa` che si e` occupata della migrazione.

Il secondo errore, gravissimo, e` stato quello di non aver fatto neanche dei corsi tecnici. Microsoft oltre che un monopolio rappresenta anche uno standard de facto delle applicazioni per ufficio. Non posso sostituire MS Office su due piedi con OpenOffice.org senza spiegare come fare con l’ultimo quello che facevano col primo.

Il terzo errore e` stato quello di voler fare tutto e subito. Se si introduce il software libero come concetto e poi si istalla Firefox… difficilmente qualcuno avra` di che lamentarsi. Firefox e` infinitamente migliore di IE. E` piu` sicuro, comodo, perche’ ostinarsi a usare IE?? Una volta superata questa barriera psicologica (”Congratulazioni: stai utilizzando software libero!”) si puo` avanzare piano piano, sempre utilizzando piattaforme windows. Fin quando si istallera` una distribuzione pensata per l’utente, e non per l’amministratore, quindi Fedora o Ubuntu, e si evitera` Debian (su cui comunque Ubuntu e` basata) o Gentoo, assicurandosi che esistano tutti i driver per ogni periferica (perche’ uno dovrebbe rinunciare ad ascoltare la musica sul suo PC? Per il fatto che la banca per cui lavora ha deciso di passare al software libero?!)

Comunque, saro` accecato dall’ideologia forse, ma io non riesco a capire come si possa lavorare con Windows, con questi messaggi innervosenti, dati che si perdono, virus… ma perche’?? Almeno utilizzate Mac…

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