Cartolina dal Brasile - dal Software Libero al Mensalão

Posted on July 6, 2005
Filed Under Brasile, cartoline |

Sarebbe bello poter utilizzare liberamente tutte le opere d’arte di altri (riconoscendo sempre il debito) esattamente come la tecnologia sviluppata da terzi: lasciare che il prodotto intellettuale si diffonda liberamente nella sua totalità . Oggigiorno le possibilità di diffusione delle idee sono incredibili e in continuo aumento. Una data storica, un aneddoto, un teorema di matematica, una poesia, tutto è accessibile in pochissimo tempo. Finito il tempo in cui avere in casa una buona enciclopedia ti facilitava le ricerche per la scuola: un Internet Café qui in Brasile è alla portata di molte più persone che l’Enciclopedia della Treccani nella ricca Italia.

E alla fine la cultura libera ha vinto. Non possiamo ancora leggere Pirandello e trarne un cortometraggio senza pagare le royalties alla Mondadori, ma forse questo ci porterà a cercare un nuovo scrittore che ha lasciato i suoi racconti liberi di essere utilizzati, sulla rete, con l´unico obbligo di citarlo. Abbiamo veramente bisogno di Pirandello? Pirandello, piaccia o meno alla Mondadori, rimane dentro ogni scrittore italiano, viene comunque utilizzato. Non posso mettere i testi delle canzoni di Guccini altrimenti ricevo una lettera dell’avvocato (è successo anni fa)? Cercherò un cantante più liberale, e Guccini continuerà a pubblicare i suoi racconti per i tipi della Mondadori senza che nessuno possa fare un lavoro che si ispiri direttamente ad una sua opera. Sulla rete ci sono migliaia di lavori liberi: racconti, musica, poesie, schemi di circuiti elettrici, lavori di manipolazione genetica…. e software.

E perché si fa Software Libero? Solo perché non si puo’ modificare liberamente quello proprietario? No, lo si fa per il piacere di lavorarci, perché si è iniziato un piccolo progetto per l’università e si inizia a migliorarlo, il computer pone le sue sfide, e si è affascinati dalla sfida tecnologica. Questo è anche il principale difetto del Software Libero – è sviluppato da tecnici. Probabilmente nel progetto GNOME, uno dei due più usati sistemi grafici di GNU/Linux e che ha dato sempre grande importanza alla cosiddetta “usability”, facilità d’uso, sono state dedicate allo studio delle difficoltà dell’utente comune mortale un centesimo delle ore che la Microsoft ha dedicato alle sue interfacce grafiche. (Qui abozzo alcuni problemi incontrati quando invece di avere uno studente di fisica come alunno ho iniziato ad avere persone con una scarsa conoscenza di informatica). Spesso l’utente comune mortale anche se non fosse obbligato dalle politiche di mercato sceglierebbe comunque Windows, perche’ e` piu` facile da usare. Per una piccola impresa la licenza Windows e Office vale i soldi pagati: fino a venti anni fa solo poche aziende al mondo potevano permetersi la stessa potenza informatica. Queste licenze costano molto meno di un dattilgorafo, un archivo con archivista, una tipografia… quali sono quindi i problemi con il Software Proprietario, tipo Windows? Se è più facile da usare e il prezzo corrisponde al suo valore cosa non va?

Il primo problema è circoscritto all’utente avanzato, che vuole utilizzare il Software Libero perché gli piace lavorarci, ma è obbligato a comprare il Software Proprietario. Non sto parlando di Windows come standard de facto: se si va in un negozio di informatica spesso bisogna litigare per comprare un computer senza Windows preinstallato. Poi alcuni componenti (modem, scheda video) risultano quasi inutilizzabili perché la Microsoft fa accordi di esclusività con i produttori: si compra una scheda grafica che ha i driver solo per Windows, e la ditta che la produce (la Silicon Integrated System per esempio) non comunica a nessuno come la si puo’ utilizzare. Come comprare una macchina con il cofano sigillato.

Il secondo problema, e qui entra in ballo il Brasile, è che 500 Euro per Office vanno bene per un’impresa americana ma non per una famiglia brasiliana medio-bassa, che ha comprato, facendo qualche sacrificio, un computer del 1999. Il salario medio brasiliano è molto meno di quello americano, ma il prezzo del software deve essere lo stesso in ogni posto, perché il software è informazione, e si sposta da un posto all’altro con facilità . Posso comprare un software in Brasile e scaricarmelo dalla rete in Lussemburgo, per cui non possono esserci differenze di prezzo.

Quindi entra il Software Libero: che non vuol dire gratuito. Tutti le istituzioni pubbliche che hanno scelto Software Libero non lo hanno mai fatto per questioni finanziarie. Alla fine si paga in assistenza quello che si pagava in licenze… ma si paga a ditte locali, con locali che stanno studiando nel proprio paese. Politicamente è vantaggioso, soprattutto se si guarda al lungo periodo.

La Microsoft ha esplicitamente criticato la scelta del Governo Brasiliano, ed ha all’interno del Governo un ministro, Furlan, che sembra un rappresentante della ditta statunitense.

Questo governo si è piegato totalmente ai voleri della classe dominate in Brasile: quella dei banchieri (Forbes-Brasile di un anno fa già descriveva i regali che questo governo sta facendo alle banche, che chiudono ogni anno con record di incassi). Un direttore della seconda maggior banca privata brasiliana, Itaú, racconta dell’ambiente di paura che si era creato dopo l’elezione di Lula (fine 2002) e della profonda stima e rispetto che già un anno dopo nelle cene dell’altissima società paulistana si portava al presidente brasiliano. Ma lo stesso non si può dire per altre classi, che in passato sono state coccolate dal potere (quando il potere politico non era chiaramente l’espressione di una particolare classe). Il Brasile è passato, secondo Fabio Comparado, dell’Ordine degli Avvocati Brasiliani, attraverso le seguenti fasi di potere: latifondiario, esportatore di cacao e caffè, industriale –durante la dittatura–, e bancario –oggi. Mentre Lula dichiarava di “star trattando con le banche”, l’anno scorso, Forbes-Br titolava “Le banche Brasiliane affermano: niente di più remunerativo che prestare allo stato!”. Il capo del potere esecutivo dichiarava di star trattando con i banchieri invece di dettare politiche di tassi di interesse meno svantaggiose per lo stato. Le mancate promesse sono state, come diceva Roberto Baggio, una scelta politica, che però alla luce degli ultimi accadimenti si è dimostrata sbagliata.

Lula, forse, non vedrà l’alba di un nuovo governo col suo nome. Un politico, tale Jefferson, accusato di corruzione, interrogato da una Commissione Parlamentare di Inchiesta che Lula non voleva, ha affermato che il Partito dei Lavoratori di Lula pagava ai parlamentari un salario ufficioso di circa 10.000 euro per l’appoggio del governo: il mensalão. La cosa è sicuramente vera: i parlamentari non del PT hanno votato più frequentemente a favore del governo di quando abbiano fatto quelli del PT stesso.

Nessuno in realtà si aspettava che sotto questo governo episodi di corruzione non sarebbero avvenuti, e nessuno sembra tenere conto del fatto che il PT è accusato di pagare altri politici per poter governare. Un caso come questo, con un politico corrotto che fa accuse senza prove, sarebbe quasi passato inosservato nella maggior parte delle democrazie occidentali (il deputato in questione era anche collaboratore dell´unico presidente brasiliano dimessosi per impeachment), qui è stato amplificato a livelli impressionanti. Ogni giornale, settimanale o quotidiano, da tre settimane ha un titolo in prima pagina a riguardo. Sempre più si parla di quanto questo scandalo possa indebolire questo governo, il quale come effetto risulta sempre piu’ indebolito. Alcuni commentatori parlano di impeachment bianco, ossia di dimissioni forzate, che appaiono improbabili, ma una rielezione di Lula a questo punto non è più scontata. Lula si è prostrato davanti ai banchieri ma non abbastanza davanti ai latifondisti, agli industriali. Non ha fatto la riforma agraria, scontentado il Movimento Sem Terra, ma sembra concedere di malavoglia quei privilegi che prima sembravano scontati (prestiti all’agro-business, esenzione di tasse per prodotti esportati, per esempio). Poi quando viene chiamato “stato pirata” dagli Stati Uniti perché accusato di utilizzare software pirata diventa pioniere nell’utilizzo del Software Libero nell’amministrazione pubblica. Cerca di riorganizzare forme di aiuto finanziario per i più poveri (Programma Fame Zero, Borsa Famiglia, Microcredito). Per le banche un governo sembra valere l’altro, gli agricoltori e industriali preferiscono il vecchio stile, il popolo non ha visto il cambiamento radicale che si aspettava, e certo nessuno scenderebbe in piazza per difendere questo governo. Così quest’uomo che secondo molti rappresentava una svolta epocale nella politica del continente latinoamericano potrebbe uscire di scena e venir dimenticato come una breve parentesi di speranza.

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