Primo giorno di Marcia

Primo giorno - fumo del bus La marcia parte ufficialmente il primo maggio, domenica, da Goiania. In realta` il primo maggio viene organizzata una manifestazione nella piazza principale dove parlano vescovi, parlamentari, leader del movimento, rappresentanti di vari movimenti brasiliani e non. Poi la sera si va al palazzetto dello sport per dormire. Dormo nel campo da basket, circondato da scalinate piene di futuri marciatori. Io ancora non ho idea del gelo notturno del Goias: non ho neanche una copertina e dopo un’ora di sonno sono assalito da incubi assurdi. Sono in una stanza gelata, un datacenter, pieno di computer con aria condizionata al massimo. E` il castigo per aver detto sempre, qui, che i computer a volte si bruciano per il calore? Devo assolutamente sistemare il gateway e non posso uscire dalla stanza, ma sto sempre peggio. Finalmente mi sveglio e mi copro con tutto quello che ho (asciugamani, giacca a vento, magliette): il problema e` che gia` alle 4 iniziano gli urli. I piu` esaltati fanno il verso del gallo, urlano il nome del loro stato… desidero una mazza da baseball, qualcosa per farli tacere, ma dopo poco diventa ufficiale: bisogna alzarsi –e non sono nemmeno le cinque. Inizia cosi` la serie piu` lunga di tutta la mia vita di albe tropicali –e non. Mai visto 17 albe consecutive. Probabilmente non ho nemmeno visto 17 albe in tutta la mia vita.

Piazza del primo mattino Pascal, il mio “capo”, svizzero, e` preoccupato perche’ dovrei stare con il gruppo dello stato del Parana`, da cui provengo al momento (sono arrivato a Goiana il giorno prima dopo 27 ore di bus da Curitiba, capitale del Parana`). Invece incontro la turma di Itapeva (San Paolo), e ritrovo un po’ di gente conosciuta l’anno prima per il documentario. Cosi` con scandalo di Pascal (l’Organizzazione, con la O, crede che io sia col Parana`!) decido di camminare con San Paolo. Sono le 5:30, incontro Valeria, una ragazza di Brasilia, che non partecipera` alla marcia, e le chiedo in prestito la coperta –mi salvera` la vita, credo, questa coperta.
L’organizzazione del primo giorno non e` ancora perfetta. Rimaniamo prima un po’ vicino a dei bus che emettono catrame gassoso, poi nella piazza, in piedi con gente dal palco che da` istruzioni su non so bene cosa, presentazione della canzone scritta appositamente per la marcia, tante belle cose se non avessimo davanti a noi, ufficialmente, 16 km di marcia.

Partenza sotto la bandiera Finalmente distribuiscono la colazione, che sara` la stessa per i prossimi 17 giorni: due panini con mortadella. Mi fa riaffiorare alla mente quando all’asilo ci davano la “michetta” con la mortadella. Solo che non ci aspettava nessuna marcia, allora. Bene, dopo un’ora di presentazione sono quasi le 7, si parte. Si passa tutti sotto una grande bandiera del movimento e si esce dalla citta`, verso una meta che non appare cosi` lontana.

Donne che leggono il giornaleLa cosa piu` bella e` che nessuno in citta` dimostra atteggiamento ostile nei confronti del Movimento: gente che saluta dalla finestra, macchine che suonano il clacson sventolando qualcosa di rosso, striscioni. Insomma, l’atmosfera migliore per iniziare! Vengono distribuite copie del giornale e un po’ di gente inizia a leggerlo. I muratori di una scuola aprono dei rubinetti vicino alla strada per riempire le bottigliette d’acqua vuote.
Distribuzione acqua
Ad un certo punto vedo uno che legge “Il pensiero di Che Guevara” camminando. Siccome inizio ad essere stanco anch’io finisco l’ultimo capitolo del Saggio sulla ciecita` di Saramago. Poi parlo con Marcelo, del settore comunicazioni del Movimento, del governo Lula. Come spesso verra` fuori durante la marcia nessuno e` particolarmente irato con il presidente Luis Inacio Lula da Silva: al contrario ci si rimprovera di aver abbassato la guardia ingenuamente, come se l’elezione di un ex-operaio significasse un sicuro cambio di direzione. Cambia il timoniere forse, non certo il capitano. Cosi` si ripete quello che Roberto Baggio chiarira` in una intervista piu` tardi (intervista ridotta pubblicata sul manifesto e originale): il Movimento deve approfittare della legislatura Lula per accumulare forze. Il serpentone
Se l’ex presidente Fernando Henrique Cardoso si presentera` alle prossime elezioni vuol dire che pensa di poter vincere, e se vincera` gli attacchi nei confronti del movimento si moltiplicheranno. Poco prima della marcia una funzionaria dell’Istituto per la riforma Agraria (INCRA) era stata contattata dalla CIA, direttamente, senza intermiediari, per avere informazioni su dirigenti del MST. La reazione della signora fu di denunciare il fatto alla stampa chiedendosi se il Brasile fosse ormai una colonia degli USA a tutti gli effetti. Questo accade con Lula: in casi estremi come questo ci si sente abbastanza coperti da reagire. Con Cardoso la CIA e l’FBI (la polizia federale USA, che non avrebbe nulla a che fare con casi fuori dal territorio nazionale e che invece ha uffici qui in Brasile) invece si comportavano come se fossero nel loro giardino privato: l’anno scorso Carta Capital pubblico` un bellissimo reportage. L’ex capo dell’FBI in Brasile, Costa, dichiaro`: “A verdade é esta: a vossa Polícia Federal é nossa, trabalha para nós há anos”. La verita` e questa: la vostra polizia federale e` nostra, lavora per noi da anni.

E cosi` il serpentone avanza, avanza…. le quattro ore di marcia (da me previste) non portano da nessuna parte. Continuiamo senza fermarci, sempre con due panini in pancia. Parlo con un po’ di persone ma siamo tutti stanchini. Pesano questi 16 km, strano!

Insomma, si erano sbagliati, cose che capitano, non avevano contato il percorso da fare per uscire dalla citta –ci siamo sparati 24 km il primo giorno. Niente foto all’arrivo (foto dei tendoni i prossimi giorni), troppo stanco, in compenso la sera conosco i tre italiani con i quali dividero` gioie e dolori dei prossimi 17 giorni: Jessica, Filippo e Paolo.

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