Tiradente
Posted on April 21, 2005
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Oggi e` festa, in onore di Tiradenti. Il nome e` troppo curioso per non indagare chi fosse mai questo Tiradenti, cosi` ho consultato la “”Storia Generale del Brasile” curata da Sergio Buarke de Holanda, padre del piu` famoso Chico Buarke. Ecco come viene descritto:
“Brutto, con occhi sporgenti, vessato dai superiori [era alfiere della cavalleria]. Di modeste origini sociali, spirito vivo e intraprendente, non si conformava con la sua situazione modesta e cercava fortuna e affermazione sociale”
Tirandenti, al secolo Joaquim José da Silva Xavier, cosí chiamato perché capace di cure dentali… definitive, nel 1788 arrivò alla conclusione che guidare la rivoluzione brasiliana contro la madrepatria portoghese sarebbe stato un’ottimo modo di sollevare le proprie sorti. Il Portogallo a quel tempo chiedeva il 20% di tutta la produzione mineraria. Quando la produzione diminuì a causa del’intenso sfruttamento, la madrepatria, invece di aiutare con fondi di credito e investimenti applicò una sorta di minimum tax, accusando il Brasile di dichiarare meno di quanto in realtà venisse estratto.
Tirandenti pensò che se fosse riuscito a convincere i ricchi proprietari di miniere che una guerra di indipendenza aveva buone chances di essere portata a termine, il successo sarebbe arrivato anche per lui. Se ce l’aveva fatta la colonia inglese del nord America, più povera e arretrata, perché non il Brasile?
Nel giro di tre mesi riunì un gruppo di mezza dozzina di cospiratori. Ma quando nel marzo 1789 si dovette decidere di allargare la cerchia dei capi rivoluzionari, un proprietario vendette la rivoluzione in cambio della cancellazione del proprio debito.
Poiché Tiradenti era l’unico tra i rivoluzionari a non essere nè nobile nè prelato, fu l’unico ad essere condannato a morte. Venne squartato a Rio de Janeiro, le sue viscere disperse sulla pubblica piazza, la sua testa esposta come monito.
Durante il processo fu anche fiero di assumersi il massimo della responsabilità, conscio forse del fatto che i brasilini lo avrebbero considerato un eroe. E così fu: in ogni città c’è una piazza Tiradente, centrale (e difficilmente una statua a ritrarre lo sfortunato e antiestetico rivoluzionario).
Se ne deduce che i brasiliani apprezzano chi li alleggerisce del pagamento di debiti, di balzelli e tasse varie.
Il presidente Luiz Lula Ignazio da Silva ha in comune con Tiradenti l’origine umile, di cui giustamente si vanta, e le promesse elargite durante la campagna elettorale. Se per disgrazia fosse scomparso subito dopo le elezioni buona parte della popolazione lo avrebbe ricordato come eroe, e buona parte del consiglio di amministrazione del Fondo Monetario Internazionale avrebbe tirato un sospiro di sollievo. Per sua fortuna è ancora vivo, non è considerato (almeno per quello che ho potuto vedere) un eroe, il fondo monetario ha pero` grande stima di lui e della politica monetaria attuata ora in Brasile.
Una delle cose che ultimamente gli viene criticata è di aver aumentato le tasse. Con la Misura Provvisoria 232 (una specie di decreto) ha alzato la percentuale di prodotto interno lordo che va al governo fino al 35%, esattamente come la Svizzera!
Il problema chiaramente non e` “troppe tasse” ma “poca efficienza” nella politica sociale. Il problema e` anche che questo aumento di tasse serve a pagare i tassi reali di interesse piu` alti al mondo: se prestate 100 al governo brasiliano, questi vi restituisce 119 dopo un anno. Al netto dell’inflazione (7%) guadagnate un notevole 12%. La Turchia, seconda in classifica, regala la meta`. La media dei paesi “in via di sviluppo” e`2.6% e dei paesi “sviluppati” 0.6%.
Io continuo a non capire (e in questo sono in compagnia di ministri del governo brasiliano, di economisti conservatori, di gente comune) perche’ questa politica monetaria.
Certo e` che, secondo me, un monumento non lo faranno neanche a lui, anche se non e` brutto e con gli occhi sporgenti.
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