Una cartolina da Los Angeles
Posted on August 23, 2008
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Finalmente a Hollywood… basta con i video podcast, youtube, adesso il gioco si fa duro.
Ho scoperto che il centro vecchio di LA è molto carino, solo che ha 5 case, tra cui la più vecchia esistente in citta`, del 1818. La Union Station è un gioiellino di architettura coloniale, e anche la piazzetta antistante, con le orchestrine e i banchetti di cianfrusaglie turistiche. Da lì inizia Sunset Boulevard! Non sapevo neanche esistesse un viale con questo nome, pensavo solo al film. Sunset diventa poi Hollywood Boulevard. L’ho percorso (in macchina) sperando di beccare la gigantesca scritta sulle colline, ma un’ora dopo ero in mezzo a delle casette fighe in collina, e non c’era l’ombra di una scritta.
Il giorno dopo, per una emozionante intervista su un’impianto di trattamento delle acque reflue, mi è passato a prendere John, pubbliche relazioni di una società. Tranquillo. Durante le tre ore di viaggio ho scoperto che nonostante l’aspetto 100% caucasico (caucasico e` l’equivalente politically correct di WASP o gente biancoa anglosassone) ce l’ha a morte coi Bush, Hillary e compagnia, ed è spaventato all’idea che gli Stati Uniti possano invadere l’Iran. È anche convinto che lo invaderanno, e che Obama non vincerà se non lascerà cadere questo veto.
Il suo –se non pacifismo– rispetto per gli altri stati sovrani deriva dal fatto che ha fatto 5 anni di militare. Quattro a Vicenza e uno in Iraq, durante la prima guerra del 1991. Di notte doveva entrare a Baghdad col suo plotone (squadra? non ho fatto il militare) e mettere dispositivi radio all’interno di determinati edifici, in modo da permettere ai caccia di colpire il giusto bersaglio. Durante una di queste operazioni l’edificio antistante, con un intero plotone inglese dentro, è saltato in aria. Forse era stato minato, forse era stato bombardato dai caccia americani, nessuno lo sa o lo sapra`.
Potevano entrare nella città con mezzi corazzati ed elicotteri, nessuna resistenza da parte della popolazione o dell’esercito. Ma alla fine da una parte e dall’altra i morti ci sono stati, sia pur non centinaia di migliaia come nell’ultima guerra/invasione. “Inizi a fare il militare senza pensare che ti può capitare di ammazzare o di essere ammazzato. I miei due figli non potranno avvicinarsi ad una caserma finché io sarò in grado di impedirlo”.
Siccome non si può parlare per 3 ore di Iraq, abbiamo parlato anche di Cultura con la C maiuscola. Prima di tutto i CHiPs, California Highway Patrols, gli Eroi dell’Autostrada: Poncharello e…. nessuno dei due si ricordava il nome dell’altro. Nessuno si ricorda il nome dell’altro, provate a chiedere. Non ne abbiamo beccato nemmeno uno di quelli veri, benché si sia passati da Santa Monica, dove i prodi Eroi salvavano bambini che volevano attraversare le autostrade a 5 corsie. Io che all’epoca andavo a scuola in bici, e l’autostrada del sole mi sembrava bella larga, mi chiedevo che cazzo facevano i californiani, a migliaia e migliaia in macchina dalla mattina alla sera. E ogni santo giorno c’era quello ubriaco, il camion che iniziava a perdere pomodori (grandi come meloni), il truzzo che sputava fuoco dal tubo di scappamento, e spatapum, 200 macchine una sull’altra –ma nemmeno un morto. Imbranati ma fortunati, i californiani.
E con grande disappunto ho scoperto che molto probabilmente Happy Days non è stato girato a Milwaukee, ma qui a Elei, LA. Vergogna.
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